Il leader

È importante il modo in cui il leader pianifica e fa strategia; dentro di lui deve esserci sempre l’operatività di andare oltre. Mentre fa tante cose proprie del ciclo biologico umano, il leader deve sempre tener presente il cammino che per lui conta al di sopra di tutto.

Stand della Psicologica editrice ad Artelibro 2009

La Psicologica editrice parteciperà al prossimo Festival del Libro d’Arte 2009, in programma a Bologna dal 24 al 27 settembre 2009. Tra le novità editoriali che troveranno spazio durante la manifestazione: “Il modo maschio”; “Psicologia, filosofia e società” e il recentissimo “Dalla Coscienza all’Essere”.

Info e contatti: www.psicoedit.com

Congresso Mondiale di Architettura

Più di 1000 gli abstract presentati da tutto il mondo, a testimonianza di una partecipazione ed interesse di massa, che si sono articolati in conferenze, tavole rotonde, trasmissioni video, proiezioni diapositive ecc… dalle 9 alle 18, ma la vita culturale proseguiva fino a tarda notte negli innumerevoli stand ricchi di foto, progetti, diapositive ,video e personale di ricezione competente .
Istambul è stata il prestigioso scenario,con il particolare calore umano e professionale dello staff organizzativo ed il suo clima piacevole, dell’intuizione del Presidente uscente Jaime Lerner , brasiliano ex governatore dello stato del Paranà, che una buona architettura, fatta da persone che hanno voglia di impegnarsi, possa cambiare il mondo.
In questo scenario internazionale le star del settore: da Fuksas a Correa,da Hadid a Portoghesi ecc.., hanno dialogato tra loro e con i giovani, mentre la prima tv via web, dedicata esclusivamente all’architettura, ha trasmesso l’evento al mondo.
L’OntoArte nelle opere del caposcuola Prof. Antonio Meneghetti è stata presente al congresso con la sua epistemica novità culturale. Ha partecipato come sponsor dell’iniziativa, con due vasti stand che, con fotografie di oltre 3×2 m, illustravano le opere di interior-design, architettura ed urbanistica realizzate dall’autore nei diversi stati.

Stereotipi

Antonio Meneghetti così spiega in parte nell’Arte di vivere dei Saggi cosa sono gli stereotipi e come ci si rapporta ad essi.
“La cosa importante, mentre facciamo esperienza per costruire noi stessi, è apprendere i vari stereotipi che le persone usano nella loro gestione quotidiana.
Stereotipo significa: il modello o tipo che fa uguali. È una struttura psicologica condivisa ed esposta in modo costante e continuo in uno o più gruppi di persone. È una struttura di senso, di civiltà, di tradizione, di rigidismo, di morale, di legge. Uno stereotipo caratterizza e specifica. A volte è funzionale, a volte è patologico. In tutti i casi va compreso, perché implica sempre un sapere che in determinati gruppi è potere. Mai contraddirlo direttamente. Meglio provvisoriamente condividerlo e in seguito ricordarlo, perché può sempre servire in ulteriori circostanze. Alla fine, si comprende, che molti assoluti di verità non sono altro che stereotipi, opinioni prefissate di condotta di determinati gruppi etnici, politici, storico-culturali, economici, religiosi.
Bisogna imparare molte strade per comprendere dove sta la vita. La vita le usa tutte ma non risiede in nessuna. Tutto è relativo al proprio divenire. Solo il vero di se stessi alla fine è assoluto”.

Consulenza di autenticazione

Relazione dialogica tra l’esperto tecnico in Ontopsicologia e un cliente alla ricerca di una soluzione personale, politica, economica. Questo incontro di una o più volte si esplica nel seguente modo: il cliente espone

1) una sintesi biografica,

2) l’esposizione della situazione affettiva, familiare, sociale del problema,

3) la visualizzazione della caratterialità psicologica (costituzione fisiologica, posizione di primogenito, secondogenito, beniamino, gemellare, diabetico, etc.),

4) la manifestazione del personale punto di vista sulla situazione e sul problema,

5) il racconto di uno o più sogni completi.
Con questo materiale, l’esperto ontopsicologo è in grado di analizzare persona e affare. Dopo aver isolato le motivazioni di a) monitor di deflessione, b) matrice riflessa, c) carattere, d) doxa societaria o meme, e)
attrazione su selezioni regressive e, infine, dopo aver individuato l’analisi della reale spinta dell’In Sé ontico e la conoscenza professionale sul problema specifico in senso storico, legale, economico, etc., l’esperto ontopsicologo può dare la direttiva precisa che attua la soluzione. Questo tipo di consulenza è rivolto in modo specifico a chi sente
un’esigenza trascendente, alle persone che di fronte al problema non sfuggono, bensì ne fanno un incentivo per crescere. La consulenza di autenticazione ha infinite applicazioni, soprattutto nell’ambito leaderistico e dei giovani. In quest’ultimo caso, in particolare, il consulente si limita ad aiutare il giovane a crearsi le basi per la propria crescita e ad anticiparlo sui tre pericoli fondamentali: 1) sesso, 2) biologismo, 3) idealismo critico.

ontopsicologia e medicina

Nell’informare il paziente in merito alle diverse possibilità terapeutiche ed ai metodi, è importante fargli capire che questi ultimi rappresentano solo il mezzo per raggiungere lo scopo e che quindi non fanno guarire. Per guarire ci vuole di più. Per prima cosa la consapevolezza che gli altri non sono colpevoli della sua sofferenza, ma che egli si è creato da sé il proprio destino. Solo in questo modo potrà essere risvegliata la disponibilità di prendere l’iniziativa. Il medico non deve fare al paziente false promesse di guarigione; può però indicargli la via che potrebbe portarlo fuori da quella situazione (se egli vorrà intraprenderla) e questa via si chiama ricerca del Sé, il ritorno all’ordine cosmico.
Se si vuole modificare la realtà, se un focolaio deve scomparire, ci si riuscirà solo lasciandolo andare ed eliminandolo. Se l’attenzione viene indirizzata ad un preciso concetto, lo si rafforza. Il potenziale di salute viene rafforzato da tutti quei procedimenti che sono conformi alla vita.
Inoltre si dovrebbe chiarire che ogni persona ha una possibilità individuale di guarigione.
Se la persona è disposta al cambiamento, alla trasformazione in informazione conforme alla vita, l’energia vitale potrà svilupparsi liberamente, le contaminazioni stressanti possono essere eliminate e tutte le informazioni necessarie possono nuovamente scorrere liberamente. Per l’organismo questo significa ripristino di un ordine dinamico mediante ritmo e suono.
Quanto fin qui descritto, rispecchia la visione delle forme più avanzate di medicina. Questa viene attualmente praticata, con il consenso della legge, da diversi medici e trova grande interesse da parte dei pazienti.
Chi dispone di qualche conoscenza di Ontopsicologia resta certamente colpito da alcune analogie tra le concezioni di fondo a cui si ispirano da una parte queste nuove medicine e dall’altra l’Ontopsicologia stessa: ciò vale per i concetti di:

MEDICINA ONTOPSICOLOGIA

materia informata dallo spirito nous e fenomenologia;
malattia come stasi vitale mancata coincidenza con le leggi universali
vita come sviluppo continuo autoorganizzantesi autoctisi storica
obbligo di terapeuta sereno e in pace ontopsicologo necessariamente formato
risonanza/focalizzazione selezione tematica
campi elettromagnetici campo semantico
ordine vitale su basi musicali melolistica
trasformazione in informazione metanoia
deragliameno metabolico monitor di deflessione
“io profondo” In Sé ontico

È fuori dubbio che l’Ontopsicologia è giunta a una elaborazione molto più avanzata ed articolata dei fenomeni che riguardano la vita umana e alla comprensione delle sue cause profonde.
Delle scoperte fondamentali dell’Ontopsicologia nelle nuove medicine si percepisce in modo sfumato un concetto simile al campo semantico, quando si parla delle interazioni continue fra esseri viventi. Al monitor di deflessione si può avvicinare il “deragliamento metabolico” delle nuove medicine, ovvero una alterata elaborazione delle informazioni vitali. Ciò che è ancora lontano in medicina è il concetto dell’In Sé ontico: anche se in medicina si parla di un “vero Io” o di un “Io profondo” non è chiaramente espressa la ecceità dell’individuazione.
Concludo pertanto affermando che: le medicine europee del terzo millennio segnano un progresso evidente verso la comprensione dell’uomo come essenza vitale, permettendo quindi migliori possibilità di cura nelle deviazioni dalla salute; l’approccio filosofico-umanistico-metafisico è attualmente la modalità più elevata di incontro tra uomini nella salute e nella malattia.

International Ontopsychology Association in Africa

The year 2002 signs the first contacts between the International Ontopsychology Association and Africa.
An AIO delegation was invited to hold some conferences by an important NGO, in January and July. Africa is not an easy country. War still goes on, even if its end was officially declared in 1999, with an international agreement signed in Lukasa.
Apparently, it is a war between different races, concentrated in the Northeast area of the country, the so-called region of the lakes.
The ethnic conflict between Hema and Lendu is strictly connected to the African rebellion. These two races have been fighting each other since 1999 in the region of Ituri, an area under the control of the rebels, named Movement of Liberation (RCD-ML), blacked up by Uganda.
It is accused to cause ethnic rebellions, by making tactical agreements with the political side of Hema, giving them soldiers and weapons to fight against the Lendu and using the local economy, buying concession for gold mining and to get precious wood.
Maybe this is not the real situation, because even if these are different races, they are always accepted.
Bantu people say that sometimes the tongue and the teeth fight against the mouth, but this does not impede them to stay together.
The truth is that races are nothing but an instrument used by the multinational that work with wood, and the many gold, diamonds, uranium and coltan mines to lay their hands on the local round.
If well managed according to the rules of a rightful state, such resources would be spring of well-being and development for all the countries of the Great Lakes, if not for Africa in general.
“Western countries are in good part the accomplices, if not the primary responsible, for such situation”.
This is what the bishop of Kisangani said in the symposium held in Butembo last year. The UN commission for Human Rights confirms such viewpoint.
The consequence of this is that the richest country on earth has the poorest population, where the so-called “African World War” sees the regular armies of six countries fighting on African ground.
So, peaceful actions promoted by industrialised countries start to appear. Press conferences are organised to sensibilise people on the fact that, only in Kivu, two and a half millions people have been killed since 1998, most of which were civilians.
There is a strong proliferation of missionary expeditions and of important delegates of associations for human rights.
The meme of welfare information and Third World is being well fed in order to assure new markets.
The African identity is disappearing in the huge cloud of dust moved by the wheels of Western machine.
Young president Joseph Kabila, who was elected two weeks after the assassination of his father Kabila, intends to work in promoting peace – unlike his father – and respecting the agreements made in Lukasa.
During an interview at the UN radio in January 2001, professor Antonio Meneghetti was asked an opinion about the problematic situation of Africa.
This was his answer: “First of all, I’d like to verify whether the presidents are free men inside.
If they are so, I’d tell them to teach his compatriots those things that keep African people as united a possible. War and division weaken people in front of others. As a practical peace of advice, I’d tell them to search for the root of the interests that causes such conflicts. Usually, these come from outside the country, because people who undergo a war are always used by other invisible people”.
In truth, Africa is not so poor as everyone claims. Or better, this is not the only aspect obsessively highlighted by Western mass media and religious institutions.
We understand that the task of the latter is to assist people, but Africa is a completely different thing. It is not even the so-called Africa syndrome that cinema and literature have expressed so much. Or, at least, this is not all.
We have been to Africa, and this veil of poverty and violence that everyone is trying to tech us hides the precise identity of an intelligence that is about to make the mistake of accepting the meme proposed by the Western world.
In its racial specificity, Africa is a fundamental part of the integral and global development of all humanism.
Life has provided all races with an exclusive and functional thing that no other race possesses, so that everyone can seek the other for an evolving dialectic of growth. Africa has lost the identity of this racial specificity, and it will not recover it through revenge on white people. Nature has not foreseen revenge, it is too stupid and anti-economic. If you delve into the ground of the hidden semantic codes, you find out that there is a latent aggressiveness that invades all kinds of social relationships with white people.
This is specially manifested in an extenuating search of contradiction in thee stereotypes of our civilisation.
What Professor Antonio Meneghetti had anticipated, about the deadly image of the crocodile was verified by us in many occasions.
Africa will not recover its specificity through racist attitude and the authorisation to search for revenge on what Africans have apparently undergone, but that was in truth moved by them.

It will not recover it specificity through the artificial superiority of forgiveness for what undergone.
Forgiveness does not exist, given certain premises we have some consequences, that no forgiveness can eliminate, change or alter.
So much so for the consequences voluntarily induced by an apparent self-destruction.
That is why, notwithstanding the degradation that one may find, one feels no mercy, because that is as if one unconsciously understood that they avoid the cause that eliminates that poverty.
It will not recover it through the interested welfare attitude of the Western world. A saying by the Batake tribe goes: “Those who advice you to build a hut will not give you any straw to cover it”. But “Those who sell straw will tell you to build huts only, because they want to sell it” (prof. Antonio Meneghetti).
It will not recover it through the imitation of American or European models and status symbols, continuously proposed by the mass media, especially television.
CNN is the first channel that you see when you see do a channel search at the Grand Hotel, and the feeling is that the programming foreseen for the African countries is different than programmes broadcast in other countries.
Even when they appear to be well dressed like businessman, after a quick look it is clear that this is just a set-up: they fake and show off, but they do not do anything. Africans imitate the models of white people, with no productivity at all.
The soul of African people seems to suffer from a wanted and clear disease.
Our stereotypes do not pollute them, they choose our stereotypes.
Africa will not recover its specificity through the instinctual exasperation of dance and sex as a reference of values and as a reaction to the Western rationality.
If it does not find a logical, historical and rational structure, human instinct turns into animal instinct.
It will not recover it if Africans do not fight against their laziness, which feeds a confidence of intelligence without any real ground, and whose aim is to live day by day, trying to cheat on others.
It is a laziness that dazzles reason, even in the simplest chores.
The strength and nobility that we have perceived in some African people is always too depredated by an extremely lazy dominating psychology.
This is easily understandable in the total incapacity to face problems or simple requests.
Such situations totally block the operative system which gives them a role in interplanetary history.
But Ontopsychology can de-programme the stereotypes that cover this identity. A Bantu saying goes: When a free man is tied with a rope, he breaks it.
So, this rope must be broken. And here the study of Ontopsychology is important, as this is an elementary knowledge that exists before the civilisations that we know.
Ontopsychology, in fact, has reset a critical system to organise rationality for a functional and efficient result for the humanistic project, regardless of races.
In order to understand the human being, it is necessary to know the elementary principle that constitutes the human nature.
This is not an abstract criterion, having a practical root and a concrete principle that allows people to understand how to lead life, meant as the mediation between man and environment, before all cultures. Even if surrounded by an environment with the least hygienic conditions, we happened to experience something that we may define as spiritual. For a few moments, before an audience of black youngsters, pupils of arts institute, we saw wonderful visions of an uncontaminated nature and primeval powerful strength.
We have seen the pride of these people in many young and noble faces. We have seen it in that country that some say is one of the most devastated and problematic of the whole planet.
We have heard the warm and ambitious voice of a boy, proud of his race. An African saying goes: High grass may hide a guinea-hen, but not its singing.
We have seen bodies dance to the rhythm of drums, with grace and harmony, with no trace of the famous primitive spirit.
We have seen interested people who have listened to our conferences with respect and a level of civilisation such as we have seen at the Expo Palace in Rome, and with a profound and sincere cultural background that we have not seen in Sao Paulo.
These people took part in the conference with comments, questions and opinions, expressed with politeness and decision, even if with disagreements sometimes.
They clapped their hands when we said that we do not approve the welfare attitude that is the brand of Africa. The impact with the African continent was, as in many other cases, very violent.
Notwithstanding all, we cannot help hoping that the human being, beyond all racial stereotypes, can evolve everywhere, and loosen all the complexual knots that, since birth, impede his existential success.
The reality of racism comes from the masochistic drives of a race of people who, putting itself in a position of fake inferiority, undergoes a constant need of revenge against a more structured civilisation.
Such need for revenge manifests itself with aggressiveness and physical violence.
Submission is the historical alibi to activate a karmatic psychology that does not allow any kind of humanistic evolution.
Being asked why we were in Africa, we sincerely answered that if these people decide to change, we will have an extraordinary company in the journey towards a radical humanism, before races and cultures.
And from Africa we heard the most intelligent question about Ontopsychology ever asked so far.
During a press conference, someone asked: “If Ontopsychology defines itself as a science, can you please tell me what is its object of study, the method used and the aim that it achieves?”
It was nice to answer such a refined provocation, which highlights the noble level of cultural training, for many people above suspicion, that we witnessed as the efficient alternative to the memic image that we have always been taught on this race.

FONDAZIONE DELL’ACCADEMIA DI INFORMATIZZAZIONE

L’Accademia Internazionale dell’informatizzazione fu fondata in 1990, in quel tempo tanti studiosi che lavoravano presso il sistema d’Accademia delle Scienze USSR e scienze settoriali iniziarono a perdere la sensazione della propria utilità verso lo Stato e la società.
Fu in quel preciso momento che l’Accademia si schierò dalla loro parte, garantendo loro la possibilità di comunicare, partecipare alle conferenze, ai forum e pubblicare i loro lavori scientifici.
Questa iniziativa dell’Accademia ricevette l’appoggio della Direzione della Russia, del Sindaco di Mosca J. M. Luzhkov e di molti dirigenti regionali.
L’Accademia delle scienze della Russia giudicò positivamente l’attività dell’Accademia e nel numero di marzo 1994, del giornale della Superiore Commissione di Valutazione, fece gli auguri per lo sviluppo dell’attività.
I principali indirizzi d’attività a livello globale  furono messi davanti ai membri dell’Accademia – tra cui gli scienziati con fama mondiale accademici N. N. Moiseev e J. B. Hariton.
All’apertura dei forum internazionali risalenti agli anni 1992 e 1993, nei quali promotore e organizzatore fu l’Accademia Internazionale dell’Informatizzazione, parlarono di rapporti scientifici, dell’importanza globale dell’informazione e tecnologie informative, della formazione, della comunità mondiale informativa e dei metodi di risoluzione dei numerosi problemi per un sicuro e stabile sviluppo della comunità mondiale.
Un grande contributo allo sviluppo della base teorica dell’Accademia lo diede il premio Nobel A. M. Prohorov.
Sotto la sua redazione uscì la prima enciclopedia d’informaziologia.
Tra i membri dell’Accademia Internazionale dell’Informatizzazione che parteciparono alla sua realizzazione, ci furono:
il Premio Nobel I. R. Prigozhin, gli accademici dell’Accademia di Scienze di Russia G. A. Arbatov, A. I. Savin, J. V. Guliaev, K. V. Frolov, H. J. Petrakov, N. N. Evtihiev, V. N. Mihailov, E. M. Primakov, gli studiosi  I. I. Juzvishin (fondatore e il primo presidente dell’Accademia), E. V. Evreinov, G. P. Voronin, J. B. Zubarev, V. I. Kudinov, V. M. Loghinov, E. K. Pervyshin, S. P. Nepobedimyi, A. N. Petrov, A. N. Popov, A. I. Kanaschenkov, S. I. Kozlov, J. N. Diakov.

Alto livello Internazionale dell’Accademia  fu garantito dai vicesegretari generali dell’ONU J. M. Voronzov (Russia), Josef V. Rid (USA), Ji Chao Ju (Cina), Iv Bertelo (Francia), diplomatici internazionali, scienziati famosi, specialisti di Segreteria ONU e ambasciatori straordinari dei diversi governi nell’ONU.
Nel corpo dell’Accademia ci furono tanti uomini politici e personalità pubbliche del mondo: Segretari Generali dell’ONU d’anni diversi (Butros Gali, Kofi A. Annan), i presidenti e primi ministri dei diversi governi, governatori, senatori, deputati, sindaci delle città grandi, dirigenti d’ordini religiosi.

La struttura e principi del funzionamento dell’Accademia che unì i rappresentanti leader della scienza, business e delle autorità, permisero di eliminare la distanza tra elaborazione di teorie scientificamente motivate su gestione dei processi sociali ed economici e tra politica reale su livelli regionali e globali.
L’Accademia fu fondata con l’ideologia d’attività quale costruita in base d’unione informativa degli scienziati che lavorarono nelle sfere diverse – scienza, cultura, economia, ecc.
Nel 1995 l’Accademia ha ricevuto lo Status consultivo di prima categoria al Consiglio Economico Sociale dell’ONU (ECOSOC) – uno degli organi superiori dell’ONU, con questa cosa il primo ministro del Governo Russo Vitaly Ignatenko, ha mandato un messaggio ufficiale di felicitazioni.

L’Accademia ha un ruolo importante nella propaganda delle idee patriottiche e nell’educazione umanitaria dei giovani. L’Accademia reagisce rapidamente alle più importanti sfide della vita moderna e ai fatti reali.
Così negli ultimi tempi è stato pubblicato il lavoro “Dialogo delle Culture e Comando del Tempo” e lavoro “Sicurezza Energetica. Aspetto informativo” coinciso a summit dei “Otto”.
La vasta scala dell’attività dell’Accademia si dimostra con il suo stretto legame con le proprie agenzie presenti negli altri paesi. Com’esempio di quest’unione può essere il programma di collaborazione scientifica tra Russia e Kazakistan nel settore energetico.

Lizari: la nascita

Lettonia: inizio dell’adesione all’Unione europea.

La complicata fase di rinnovo, l’indipendenza dello Stato, ha avuto un impatto negativo sulla situazione economica della Lettonia, con la chiusura di imprese manifatturiere, infrastrutture sottosviluppate, l’eliminazione di posti di lavoro e una cattiva condizione di economia rurale.
Lizari, zona rurale alla periferia della Lettonia,  si trovava nella stessa condizione pietosa. Nessuno avrebbe potuto percepire le risorse nascoste delle pianure lettoni.
L’Associazione Internazionale Ontopsicologia (AIO – ONG con status consultivo speciale l’ECOSOC delle Nazioni Unite), al fine di attuare un progetto ecobiologico, ha scelto uno spazio incustodito nella regione vicino a Jelgava, nel distretto Vircava, 60 km dalla capitale della Lettonia – Riga.

Questa zona è stata nominata LIZARI.

progetti ispirati all’ontopsicologia

Secondo progetto:

riguarda l’Ecobiologia . L’Associazione Internazionale di Ontopsicologia (AIO – ONG di carattere consultivo speciale insieme al Consiglio Economico e Sociale dell’ONU) ha realizzato spazi internazionali per ospitare e promuovere attività di base umanista. I casi di successo sono stati Lizari e Recanto Maestro . Con l’obiettivo di assicurare sostenibilità ambientale, d’integrare i principi di sviluppo sostenibile e di contrastare la perdita di risorse ambientali, l’AIO ha creato un modello d’intervento atto a creare la possibilità di mutuo sostegno tra l’essere umano e la natura.